domenica 30 marzo 2008

2-Gli oggetti

La pagina “about:blank” è bianca e vuota, ma con un po’ di fantasia vedremo che nasconde molte cose: dietro ogni unico piccolo punto pixel di immagine, si nasconde un meccanismo che illumina quello che noi vediamo; questo singolare meccanismo di luce è stato studiato ed è stato costruito con l’impiego di macchine, che a loro volta sono state altrettanto studiate e costruite.
Accanto a questa pagina bianca tutto quello che ci sta intorno, oggetti, fogli ed altro, sono parte di un processo in evoluzione; proviamo a chiederci di ogni oggetto: chi lo ha lavorato ? come ha fatto a realizzarlo ? da quali elementi o materiali deriva ? e possiamo prevedere che cosa ne sarà in futuro ? La risposta a queste domande la si può cercare in una diversa chiave di lettura della realtà, oggi è difficile avere la capacità di vedere oltre agli schemi comuni come stanno effettivamente le cose: i sistemi di informazione ci rendono costantemente aggiornati secondo un loro standard, apparentemente pre-definito, come se fossimo delle macchine robot pronti ad eseguire delle operazioni programmate come -bisogna andare a fare la spesa dell’ultimo prodotto pubblicizzato-, -bisogna stare in casa a guardare la televisione-, -bisogna avere- questo e –bisogna fare- quell’altro.
Il nostro essere vivi non dobbiamo dimenticarlo; noi siamo ora presenti e senzienti e per continuare ad esserlo a lungo anche nel domani, dobbiamo stare attenti e tracciare un percorso che ci guidi attraverso questa tecnologia che si presenta sempre più subdola nel nostro vivere quotidiano.
Come una linea parte da un punto per dirigersi in un altro, così per metafora partiamo dalla costruzione di una casa e successivamente pensiamo ad arredarla ed abitarla: in ogni fase cerchiamo di avere un buon criterio per realizzare uno sviluppo corretto. Dato che alcuni stati di fatto li scopriamo solo successivamente e che è alquanto complesso avere per tempo tutti i dati “input” necessari, dobbiamo avere una chiave di lettura che ci faccia ‘carpire’ da quello che ci circonda, con occhio critico e curioso, quindi che ci faccia percepire le informazioni, proprio come si deve destreggiare un capitano di una nave durante una tempesta.

Nel nostro percorso da affrontare traccio una linea partendo dagli oggetti. Ora ho davanti a me un piccolo tavolo da pranzo di un metro per un metro, con quattro gambe di mogano marrone, ha sopra una tovaglia che porta stampati dei fiori variopinti a grandi dimensioni; è solido e robusto, sta nel mio appartamento da più di un anno, prima apparteneva ad un amico di mio padre; tutte queste informazioni non mi permettono di capire l’origine del legno e nemmeno chi lo ha lavorato e dove; il fatto è che tutte le informazioni riferite al tavolo non possono crearlo ma solo identificarlo in parte, questo mobile è qui, lo posso guardare e toccare: il tavolo mi trasmette delle sensazioni di rimando visive, tattili e di altro tipo: queste sensazioni richiamano la sua materia e il suo passato, avverto anche alcune emozioni per questo oggetto. Questo è un’oggetto come ce ne sono tanti; quanti affollano il mio appartamento: forchette, bicchieri, piatti, sedie, elettrodomestici, libri, radio, mobili; alcuni sono a loro volta composti da piccoli pezzi assemblati, o saldati, o montati con viti, molle, colle. Tutti questi oggetti hanno una loro storia che non conosco, se non per la mia parte, alcuni li ho comperati, alcuni ricevuti, alcuni trovati, ognuno di essi è da considerare importante, ogni particolare, ogni colore, ogni dettaglio ha un’importanza trascendentale che influisce sul flusso della mia vita e di quella dell’intera realtà che ci circonda! Prendiamo il gioco-ciucciotto in plastica di mia figlia: ha la forma di due belle ciliegie grandi e viola, con il gambo verde: esso influenza il mio umore perché ogni volta che lo guardo mi piace, lo trovo carino e utile, io sentendomi meglio mi comporto bene ed in tal modo influenzo le cose e le persone che mi circondano, questo fatto/stato genera eventi/situazioni “a cascata” che si riversano l’uno con l’altro mescolandosi nell’intero mondo; pertanto ogni cosa/oggetto lega con ciò che stà intorno fino a raggiungere elementi microscopici e macroscopici l’uno con l’altro in entrambi i sensi dinamicamente fino a disperdersi nell’universo spaziale.

Facciamo caso che noi su questo pianeta interagiamo con tutto ciò che si trova in esso, quindi modifichiamo e generiamo cose da ciò di cui è composto il mondo; nell’atmosfera entra ed esce materia rispetto allo spazio circostante: entrano ad esempio polveri di meteoriti, raggi solari ed altro; ne escono satelliti, navette spaziali, suoni, segnali televisivi, onde, raggi ed altro.

Quindi ogni oggetto genera ‘strali’ a catena che arrivano fino oltre agli spazi a me conosciuti: questa è la magia degli oggetti. Per oggetti sono le cose senza vita ma generano gli stessi effetti anche gli essere viventi presi in ogni istante della loro esistenza; in ogni momento ognuno di noi crea un vortice di particelle, cellule ed elementi che non può comprendere se non per percezione.
Ogni vita porta con sé altra vita in forma diversa, una legata con l’altra, e la vita è legata alle cose non viventi.

L’insieme di tutti questi elementi porta a creare una magia che è pari all’energia che si trova in ogni massa esistente.

Nessun commento: