domenica 30 marzo 2008

3-La costruzione

La creazione è apparentemente un’applicazione semplice e spontanea, ma secondo me essa nasconde un’infinita serie di evoluzioni e meccanismi tali da renderla pari al divino; il creare come il procreare deriva da una capacità creativa di evadere da quello che si è e da quello che si sente.
Per esempio creare un ponte significa costruire un elemento che mette in collegamento due parti di un’unità; questo ‘ponte’ è qualcosa di nuovo che unisce e crea movimento per le parti.

Costruire nasce dall’esigenza di avere qualcosa di nuovo per risolvere un problema complesso presente. Se provo a pensare nella mia mente ad un oggetto di invenzione o di fantasia, in tale momento milioni di immagini, linee, forme e modi di pensare si convertono liberi e senza definizione, alla ricerca di un qualcosa di nuovo. Se cerco di adattare la mia fantasia a quello che vedo in tutti i giorni faccio molta fatica, in quanto la mia vita mi appare standardizzata e nel quotidiano non trova molto spazio la fantasia. Eppure cerco di risparmiare tempo ad esempio nei lavori di casa pensando ad organizzare in maniera funzionale gli oggetti della cucina piuttosto che quelli delle altre stranze. Rispetto agli oggetti che trovo in casa, è difficile pensare a come sarà la realtà un domani, il futuro corre lentamente giorno dopo giorno mutando le cose un poco alla volta fino a trasformarle dentro; noi stessi attraversiamo mutazioni e rivoluzioni nel nostro io, nel nostro essere e nel nostro cuore. Penso sia importante saper attraversare queste mutazioni ed andare avanti nella direzione giusta.
La tecnologia e la sicurezza convergono verso la costruzione di un mondo sempre più chiuso e complicato ma dentro a ognuno di noi sappiamo che la nostra vita nasce dall’amore e pertanto dobbiamo farci guidare da esso e non dal cinismo e dall’egoismo.
Molte sono le cose che ci conviene separare uno dall’altro ma tante sono le cose che ci devono tenere uniti e solo stando uniti, quanto più possibile, saremo in grado di superare le avversità che potrebbero arrivare.

Quando ci si appresta a costruire una casa si parte da un luogo, un progetto ed una necessità; oggigiorno sembra che si parta solo per arrivare al profitto, ma questo è un altro discorso.

Il luogo deve essere quanto più adatto possibile, il progetto dovrebbe essere fatto analizzando anche gli elementi termici e valutando i possibili adattamenti ecologici, la necessità dovrebbe essere quella di garantire una casa sicura e durevole. Adattiamo ora questi concetti alle astrazioni di prima, possiamo comunque considerare che le idee migliori sono quelle su cui ci si sofferma qualche istante di più prima di metterle in pratica, ogni luogo ha un importanza tecnica e strategica che cambia a seconda dell’ottica di utilizzo, ogni progetto ha bisogno di un’attenzione dinamica e soggettiva che leghi l’esame del luogo a quello della sua storia (non necessariamente tutti i dettagli, ma un estratto di essi, anche assunto), quindi ogni necessità per essere realizzata pienamente ha bisogno di uno sforzo maggiore che di quello che nel contemporaneo è un ‘usa e getta’/’prendi e vai’. Le cose fatte per non durare alla lunga non garantiranno altro che guai. Esistono tanti modi di creare le cose, se uno cerca la perfezione dovrebbe lavorare su una cosa per l’infinito, se uno cerca di fare qualcosa bene allora gli basterà non avere fretta, qualche idea e un po’ di spirito.
La capacità di creare può essere vista come un enorme potere e nel mondo occidentale tale potere viene forse troppo osannato e proclamato come una vittoria sociale, ebbene tale potere è si importante ma va stimato per quanto vale e non oltre; nell’ottica del divino creare equivale a distruggere e tale costruzione tanto grande diventa quindi il suo inverso, come un buco nero assorbe l’energia così un buco ‘opposto’ potrebbe emettere una enorme quantità di energia rivoluzionando l’ambiente che gli sta’ intorno. La teoria del big-bang, che suppone un’enorme esplosione iniziale, potrebbe essere vera solo se fosse stata preceduta da un’enorme costrizione precedente di tutti gli elementi che sono esplosi. La distruzione in sé è pari alla creazione, come la morte di un vivente è fonte di vita, si pensi alla morte di un passero che può venire mangiato da un gatto o assorbito dalla terra in humus, trasformando la sua morte in fonte di nuova vita, magari sgradevole ma funziona così.
Una casa viene costruita partendo dalle fondamenta, e poi parte dopo parte arrivando al tetto per proseguire con le finiture; ogni operazione è diversa e solo degli operai capaci sapranno fare le operazioni giuste nel minor tempo e bene. Allo stesso modo ogni oggetto esistente viene ad essere finito passo dopo passo grazie ad una serie di operazioni preferibilmente ben realizzate; ad esempio un asciugacapelli viene composto di diverse parti che vanno costruite, saldate e assemblate.
Un essere umano nasce dopo ben lunghi nove mesi in cui esso attraversa molte fasi di crescita invisibili dall’esterno ma importanti, essenziali e preparatori alla vita.
Costruire assume molte forme e molti modi, la programmazione è uno di essi; è il principio base attraverso il quale possiamo impostare la lavorazione di molte macchine. La mente umana è anni luce avanti dall’attuale livello di programmazione meccanica, per fortuna. Programmare è comunque un’attività che permette di essere migliori ma non va assunta per principio senza dimenticare tutti gli aspetti e caratteristiche che noi uomini possediamo e che sono una forza da non trascurare. In migliaia di anni noi uomini abbiamo costruito per generazioni, usi, mode e costumi che ci possono dare energia morale per continuare anche in momenti difficili.
Il ponte più importante da costruire è quello delle relazioni tra noi persone vicine, che siano parenti o vicini di casa o parrocchiani o compaesani o coetanei, costruire ponti di comunicazioni e di rapporti può permetterci di creare un mondo migliore. Spesso tutto il sistema che si va ingigantendo dietro le nostre spalle sembra che voglia dividere le persone ed il solo scopo è quello di controllarci.
Costruire non è una parola ma un’idea, un pensiero, una volontà ed una speranza; è quello che dà la capacità alle cose di essere, ai viventi ed alla realtà.Costruire non è fare grosse case o grosse costruzioni ma è realizzare necessità nel rispetto del nostro mondo, del nostro tempo e del nostro futuro.

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